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Robert Pape VS John Mearsheimer (parte 4)

Daryl Press and Wu Riqiang, Geopolitics and Beyond, Beijing, November 2nd, 2013

E' veramente un'ottimo paper di ricerca, cambia la mia prospettiva a riguardo!. Il regime del partito comunista cinese è vulnerabile ad un attacco militare per un "regime changing", questo induce ad una carenza di fiducia tra i due stati. Ma io sono più ottimista sui rapporti Cina-USA, ma tornando alla vulnerabilità del regime comunista, il governo cinese non potrebbe sopravvivere ad un'umiliate sconfitta. Ma ci sarebbe uno scambio di missili nucleari davanti ad un attacco americano di tale tipo, quindi perchè mai dovremmo trovarci in una situazione simile?!

Ipotesi di escalation con Cina, Nord Korea oppure Iran, ma questo senza necessariamente implicare l'uso di armi nucleari dalla base di Okinawa. Non sono un esperto di dottrina cinese e non posso rispondere a questo. Il punto reale è che dopo una pesante sconfitta navale ed aerea in una guerra convenzionale intensa di 2gg-3gg come è possibile che il governo cinese resti al potere e non sia sostituito?!.

Una cosa è minacciare un regime altra cosa fare una politica di conquista che sarebbe problematica. Il problema è pensare se e come reggerebbe il regime comunista in Cina dopo uno scambio di missili nucleri, a prescindere da quanti danni potrebbero fare i cinesi negli States. E questo eleva l'incertezza su come risponderebbero i leader cinesi ad una minaccia di tale tipo, circa l'uso di armi nucleari.

Se la minaccia del deterrente nucleare cinese fallisse, come sarebbe possibile continuare il conflitto?! E quale tipo di processo di escalation sarebbe?! Anche in caso di un conflitto con l'India, come evitare la mutua distruzione in un confronto simile?! La PLA ha pensato molto questo tipo di problema e l'India affonderebbe se tu avessi ragione, ed anche la PLA affonderebbe. Ma tornando alla definizione di guerra di Clausewitz tra frizione ed obiettivi politici, dove sta la politica?! Ed in tale processo la nostra speranza è che la politica blocchi questo processo, ma dove è possibile bloccarlo influendo sulle forze militari?!

Nell'articolo del prof.Sao sono evidenziate delle forti criticità nella dottrina e nelle procedure d'uso dell'arsenale nucleare cinese che è chiamata seconda artiglieria.

Nel suo secondo paragrafo dr.Sao lei parta di saggezza, come primo elemento che è davvero fantastico!.

Negli States ci sono sempre meno persone che studiano l'arsenale nucleare, non sanno di cosa parlano e sopratutto non discutono mai con i militari del SAC di Omaha, oppure del pentagono in Washington. I cinesi hanno dottrine d'impiego e procedure di lancio delle armi nucleari, che sono molto diverse da quelle americane e russe. Per cui il riarmo cinese viene valutato come disattento dei rischi oppure con intenti maligni e questo genera incomprensione tra i due stati.

Nel suo rapporto parla che s'ignorano gli obiettivi dei cinesi rossi, le forti guerre convenzionali che sono state fatte sono state imposte su Stati che non avevano armi nucleari ne tattiche ne strategiche. Niente di simile che è stato fatto nelle guerre controllate degli anni novanta e duemila è mai stato fatto contro Russia o Cina, quindi non sappiamo come combatterebbero e che reazioni avrebbero, dato che potrebbero cancellare Los Angeles o San Francisco o la cost americana occidentale.

Sicuramente quanto è stato fatto politicamente sin'ora tiene conto del fatto che le guerre controllate che sono detonate sino ad ora, avevano avversari fragili senza armi nucleari e che l'approccio sarebbe diverso con un contendente armato di armi nucleari tattiche o strategiche. Ma non dipende da chi o quando gli USA combattono ma come combattono e l'attuale dottrina di guerra convenzionale americana, non è applicabile ad un contendente armato di armi atomiche. Il fatto è che i militari hanno ragione, se gli viene affidato il compito di pianificare una guerra, devono farlo nel miglior modo possibile e nel modo più efficace ed efficiente, non è possibile chidergli di lasciare obiettivi importanti fuori dalla loro lista bersagli perchè i militari risponderebbero che non potrebbero combattere una guerra così.

Entrambi le ricerche sono entusiasmanti, è apprezzabile il fatto che il prof.Wu abbia posto in evidenza l'uso di armi atomiche in caso di attacco alla Cina ancorchè convenzionale. Tuttavia sia i russi quanto gli americani hanno da tempo costruito un "sistema della mano morta" come capacità nucleare di secondo strike in caso di attacco, ma non ci sono evidenze che i cinesi abbiano creato processi o dispositivi di tale tipo.

Le forze cinesi sono capaci di uno strike nucleare nel caso di un pre-emptive attack alle forze strategiche cinesi, la Cina sta però tentando di espandere la capacità di sopravvivenza dei propri lanciatori DF31 mettendoli in grotte anche smontati per un rapido impiego, qualora necessitasse oppure sui treni della morte (come i russi). Ma è cosa diversa da quello che hanno fatto nella guerra fredda USA ed URSS che costruivano ordigni nucleari e poi li nascondevano per usarli in un secondo momento, sottraendoli alla vista del nemico.

Nel suo rapporto spesso usa il termine "scommetto che la PLA farebbe questo o quello" ovviamente i piani militari della PLA sono segreti e non li sappiamo, ma il punto è, se la sua scommessa fosse errata?! E se le cose al contesto fossero poi nella realtà molto diverse dalle sue valutazioni nel suo studio?!

Noi non sappiamo il numero esatto di quante testate ha la PLA ma sappiamo che le testate sono separate dai lanciatori e che tali armi non sono immediatamente pronti all'uso. Se io ho torto, allora il rischio nucleare s'abbasserebbe.

Se prendiamo quello che l'Open Source Intelligence riporta della guerra fredda, negli anni settanta ed ottanta i militari americani dicevano che gli SLBM americani erano occultati e garantivano una certa e massiccia "counter strike" in caso d'attacco sovietivo improvviso che colpisse le basi fisse dei bombardieri e dei missili minuteman III. Ma oggi sappiamo che da tempo i contendenti "marcano" i sottomarini lanciamissili, s'inseguono in modo da essere subito attivi prima di un loro impiego e questo faceva parte della strategia della marina militare americana e russa.

Come si pone però la Cina in rapporto alla dottrina d'uso nucleare di altri stati, come ad esempio la Russia?!

Non ho capito la domanda, ossia come che differenze s'uso ci sono sulle armi nucleari tra Russia e Cina?!

Agli USA interessa una stabilità nuclere della Cina ossia non una crescita, gli USA hanno poi trattati START con i russi circ delle armi strategiche in riduzione ma niente è stato fatto sulle testate tattiche. La Russia è preoccupata che in futuro esiste un conflitto nucleare con la Cina e quindi non sono favorevoli alla riduzione degli armamenti nucleari tattici che hanno stoccato in centro Siberia e che gli servirebbero per un contro strike tattico di secondo livello, dopo aver subito un attacco cinese. Non credo che la vulnerabilità attuale del deterrente nucleare cinese e la dottrina navale americana sul tracking dei SLBM cinesi, siano strategie indipendenti da un possibile scambio di testate atomiche in una guerra.

Quello che il collega forse dice è che il deterrente nucleare cinese potrebbe erodere l'arsenale russo?!

Il calcolo della sopravvivenza del deterrente nucleare si complica terribilmente quando si deve combattere contro qualcuno, che tipo d'impatti hanno queste analisi su una politica di controllo delle armi in Asia?! Durante la guerra fredda USA ed URSS hanno costruito talmente tanti armi nucleari che molte se ne sarebbero salvate anche dopo uno strike nucleare. Quando riduci il numero di armi nucleari che hai come si è fatto nei trattati START, cresce la probabilità d'essere disarmati dall'arma nucleare con un "pre-empitve attack" sulle forze strategiche, ma anche riduce il numero d'armi che l'altro opponente può comunque usare. Non a caso per ovviare a questo sono state crete le MARV e MIRV in modo da rendere gli arsenali di "second strike" sugli SLBM molto più stabili rispetto ad ICBM su basi fisse e bombe nucleari veicolate da bombardieri. Il fatto è che riducendo gli arsenali nucleari con basi fisse (aereoporti e silos ICBM) gli obiettivi sono più vulnerabili e vulnerabili anche ad attacchi convenzionali che non sono mai entrate nei trattati START.

Gli USA non vogliono accettare con la Cina una vulnerabilità nucleare come quella hanno con la Russia. Le iniziative americane di difesa anti-missile oltre al porre un limite di numero alla Cina, rendono un trattato di controllo armi nucleri tra Cina ed USA poco verosimile. Anzi gli americani incoraggiano i cinesi a sviluppare una difesa Anti Ballistic Missiles, e questa dinamica può essere pessima in futuro, anche se attualmente non ci sono rischi tra Cina ed USA.


Daryl Press, Geopolitics and Beyond, Beijing, Beijing November 2nd, 2013
E' stata una conferenza molto interessante e gradevole, abbiamo discusso di armi nucleari ma la situazione tra le nostre opinioni è diversa perchè la situazione non è buona, anzi è pessima!. Lasciatemi porre quattro argomenti sul tavolo molto controversi: c'è un'opinione in America e nel mondo sul ruolo delle armi nucleari ed è completamente sbagliata la concezione del deterrente tattico e convenzionale.

Il primo punto è che la deterrenza nucleare è un legame con la guerra fredda, armamenti che sono annessi al ricordo della guerra fredda la quale è finita e non c'è nessun confronto attualmente in atto nel mondo e non si capisce che utilità abbiano le armi nucleari alla NATO. Questa visione è completamene errata, il numero di armi nucleari tra USA e Russia non è più calato dall'ultimo trattato START, quello che è cambiata è la percezione di una minaccia. Durante la guerra fredda gli USA dispiegarono armi nucleari tattiche in Europa, perchè la NATO temeva che le truppe del Patto di Varsavia essendo più numerose, avrebbero potuto sconfiggere le difese convenzionali NATO onde creare una situazione di scacco matto, qualora iniziasse uno scontro convenzionale. La situazione si è invertita è oggi la Russia che detiene armi nucleari perchè teme un attacco NATO ai propri confini. Quindi nel complesso le armi nucleari esistono, sono vere ed esistono ancora oggi.

Punto numero due: esiste un alto rischio d'escalation in un confronto convenzionale tra Stati. L'idea degli analisti oggi è che eventuali guerre regionali siano meno importanti di quanto poteva accadere nella guerra fredda da URSS vs USA. Ma questa opinione è totalmente errata, per gli americani le guerre regionali appaiono regionali ma per i contendenti sono guerre totali. Queste percezioni si riflettono nelle dottrine d'uso delle armi nucleari tattiche pakistane e russe: in caso di forte sconfitta convenzionale o per prevenire una forte sconfitta convenzionale sia i pakistani quanto i russi ammettono l'uso di armi nucleari tattiche e forse anche i cinesi. La stessa cosa per Israele anche se non è così aperto alle università che studiano queste cose, sulla dottrina dell'uso della bomba.

Punto numero tre: il potenziamento esagerato degli USA del deterrente tattico ha esacerbato l'odio per i sistemi d'arma convenzionali americani che sono precisi ed efficaci in battaglia rispetto agli altri, ma che proprio per questo rende un conflitto convenzionale altamente escalabile, perchè l'altro contendente è molto più propenso all'uso d'armi nucleari tattiche per compensare la propria minore efficacia convenzionale. IIl modo americano di fare la guerra è sempre lo stesso: distruggere il potere aereo avversario attaccando radar, batterie di missili SAM, aerei nemici, aereoporti, centri di comando, nodi di comunicazione e spesso anche leader politici oltre a tutte le forze strategiche che possono essere lanciate contro gli alleati della coalizione. Questo modo di fare la guerra, che per gli USA è convenzionale, per gli altri invece è percepito come totale e quindi c'è un'alta propensione all'uso di armi nucleari tattiche.

Punto numero quattro: gli USA stanno veramente esagerando e sviluppando una supremazia totale, ossia dispositivi d'arma che possano annullare la minaccia strategica nemica oppure distruggerla prima dell'uso, facendo venire meno la deterrenza di tali sistemi. Sapendo che tali sistemi non sono più sicuri, cresce la propensione ad un uso primario prima che siano annientati. Potenziamento strategico, lotta antisottomarini lanciamissili, difesa anti-missili, massimo potenziamento delle armi convenzionali.

Wu Riqiang, Geopolitics and Beyond, Beijing, Beijing November 2nd, 2013

Se la Cina dovesse perdere una guerra convenzionale allora userebbe il proprio arsenale nucleare. La tesi del prof.Wu è invece che se la Cina dovesse perdere confidenza del proprio arsenale atomico, allora userebbe prima di tutto il proprio arsenale atomico in uno scontro convenzionale ossia se la Cina pensasse che in uno scontro con gli USA, questi potrebbero disarmare subito la Cina del deterrente nucleare, allora la Cina reagirebbe subito con un'azione nucleare. Come evitare un'escalation e come potre essere l'escalation tale da indurre l'uso di armi atomiche da parte dei cinesi?!

Il primo rischio è che entrambi i contendenti vogliano escalare il conflitto, da subito.

Se gli USA attaccassero la Cina in modo non intenzionale colpendo l'arsenale atomico, la Cina considererebbe questo un attacco alla Cina mirato a disarmarla e quindi risponderebbe con un attacco nucleare. In questo caso la Cina perdendo fiducia nella seconda artiglieria, deciderebbe d'usarla subito, prima di perderne totalmente la possibilità d'uso. Ci sono altri fattori che possono determinare l'uso di armi nucleari, ma il minimo richiesto è dato da tre fattori:

Un attacco convenzionale e nucleare subito dalla Cina, questo attiverebbe il lancio di SLBM da sottomarini cinesi, come contro-risposta all'attacco subito.

Le forze nucleari cinesi vulnerabili, causano perdita di fiducia nel deterrente atomico inducendone un suo uso istantaneo.

Fog of war, ossia incomprensioni ed incomunicabilità tra politici ed addetti militari, i quali perdendo fiducia nell'efficacia dell'arsenale nucleare, decidono di lanciarlo prima che sia annichilito. Sotto questo rischio esistono sia i lanci non autorizzati, quanto i lanci non autorizzati che sarebbero stati causati dall'impossibilità di ricevere ordini dai vertici politici o militari per un taglio delle comunicazioni che sarebbero interpretati come un'annichilazione dei vertici di comando.

In una situazione normale gli IRBM cinesi sono parcheggiati in hangar sotterranei, in situazione di crisi sono spostati in aree di lancio.

Per quanto riguarda i sottomarini lanciamissili cinesi, sono ritenuti abbastanza rumorosi e quindi vulnerabili, ma se raggiungessero il livello di silenziosità degli Akula russi, allora la situazione sarebbe decisamente più sicura per i SSBM cinesi, ma c'è parecchia strada da fare a livello tecnologico.

Il comando & controllo della seconda artiglieria ha due procedure di lancio missili, ma gli USA questa cosa non sembrano conoscerla. Senza i codici di lancio non è possibile usare l'arma nucleare, questo accade in USA, ma la Cina non ha questo tipo di tecnologia, per cui è possibile al personale militare lanciare missili, pur non disponendo dei codici di lancio. Ma l'inserire questo tipo di blocco nell'uso della seconda artiglieria, implica che i cinesi dovrebbero avere una rete di comunicazione solida e sicura, che gli permetta di avere fiducia di poter attivare tali tipi di dispositivi in caso di necessità, altrimenti se i codici di lancio non affluissero ai militari, anche in caso di necessitò di lancio, i missili non potrebbero essere lanciati. Ma in condizioni di guerra la rete di comunicazione viene a cadere quindi si perderebbe il controllo e quindi la fiducia di tali armamenti, i quali finirebbero per essere usati in quanto a rischio d'annichilazione. Ma l'ufficiale in comando del missile in caso di rottura delle comunicazione avrebbe l'ordine d'attendere ulteriori ordini, prima di poter lanciare.