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China's Strong Arm: Protecting Citizens and Assets Abroad

Traduzione in italiano per gli utenti non dotati di skill linguistici in inglese, della conferenza del 15/6/2015 intitolata: China's Strong Arm: Protecting Citizens and Assets Abroad.

Il Relatore della conferenza è l'autore del libro stampato nel 2015 intitolato "China's Strong Arm: Protecting Citizens and Assets Abroad". 

Esiste, ad esempio un numero verde a cui tutti i cittadini cinesi in Gran Bretagna possono telefonare dalla Gran Bretagna e riceverne SMS, in caso d'emergenza. La Politica Cinese è cambiata drasticamente in questi ultimi anni circa le infrastrutture cinesi ed i propri cittadini, posti all'Estero per lavoro come in Pakistan, Afghanistan in Libia, Sudan ed il delta del Mekong.

In Pakistan ad esempio qualche anno fa è stato proprio il primo ministro pakistano a creare una task force di militari atti a proteggere il personale cinese e le infrastrutture cinesi, che in Pakistan lavoravano al progetto infrastrutturale della nuova via della Seta. Nel 2004 ci fu un grave attentato contro il personale cinese in Pakistan e da quella data, la politica cinese per i propri cittadini e le proprie infrastrutture poste all'estero, ebbe a cambiare drasticamente. Esiste una task force cinese per agevolare l'evaquazione del personale cinese in caso di guerra in un paese estero. Nello Yemen, durante i flashpoint la marina militare cinese ebbe un ruolo attivo evaquare rapidamente la presenza cinese, la stessa cosa accadde quando ci furono crisi nel Nepal ma grazie al supporto dell'esercito cinese.

Sono le soluzioni di lungo periodo che interessano ai cinesi per ottenere pace e prosperità, ed attualmente la Cina sta sviluppando una propria marina (non avendone mai avuta una) per poter allungare la sua capacità di proiezione, in supporto, aiuto e sostegno dei propri cittadini e delle proprie infrastrutture poste all'estero. Esistono oggi tanti numeri di telefono a cui i cinesi all'estero possono rivolgersi per avere informazioni, segnalare circostanze e ricevere SMS di avviso.

La principale politica cinese è la non interferenza negli affari interni degli altri paesi, anche se è particolarmente evidente la sfida internazionale tra la Cina ed i molti altri stati internazionali, come crescita del dragone cinese. Nel libro proposto, sono studiati una serie di vari casi da cui è possibile inferire che la tendenza politica cinese sia un lento scivolamento nella reinterpretazione della politica di non interferenza, infatti tra le opzioni che furono valutate durante la crisi del Mekong che poneva a rischio vari cittadini cinesi, fu uno strike aereo o con droni. Questo non accadde perchè le ripercussioni internazionali sarebbero state troppo vaste. 

Quando ISIS divenne forte del Siraq, in Cina divampò un dibattito politico ed intellettuale su quale atteggiamento tenere circa ISIS e le posizioni oscillavano tra un'interventismo contro ISIS oppure una politica neutrale di non intervento, ma poi le posizioni cambiarono ulteriormente quando il Giappone decise di stare al fianco degli USA e prevalse in Cina l'idea che non era saggio prendersi ulteriori rischi internazionali. Tra le più grande preoccupazioni cinesi al momento c'è la scelta e la selezione di azioni che potrebbero interessare i militari indiani e tali da essere considerate nazionalistiche, specie in Himalaya.

C'è comunque un cambiamento su questa politica: le forze militari cinesi (aeronautica e marina militare) sono già stati coinvolti in un'evaquazione rapida del personale cinese in Libia ed in Yemen, con una proiezione militare. Quindi il punto diventa: che cosa accadrebbe se ci fosse una crisi internazionale che per evaquare personale cinese, fosse necessario stendere un perimetro di sicurezza per garantire un'evaquazione sicura?!

Probabilmente si avrebbe un corretto scivolamento della politica di non interferenza, con una nuova interpretazione del concetto di non interferenza!.

Quali sono le implicazioni di tali trend, nel contesto mondiale di sicurezza internazionale?!

Se uno è ottimista, allora tale trend è interpretato come un'opportunità per lavorare al fianco dei cinesi, per garantire più sicurezza nel mondo ad infrastrutture e personale. Così come è accaduto nel Kazakistan nel 2010 con un'evaquazione con supporto militare, che fu progettata sia per il personale cinese e tedesco delle due ambasciate. Questo tema è sempre stato un ambito in cui la Cina ha operato pro-attivamente, collaborando anche con la UE.

Se uno è pessimista, allora tale trend è interpretato come la salita del Dragone, con un maggiore nazionalismo cinese, ed un rischio di una mutazione di tale posizione in una politica interventista, che potrebbe diventare anche unilaterale!.


Domande e Risposte con il Pubblico.

Lei ha detto che sono stati evaquati dalla Libia oltre 60mila cinesi, ma in Africa ci sono tantissimi cinesi, anche in modo illegale, che sono attivi nell'attività dell'estrazione mineraria, tanto che spesso ci sono tensioni sociali tra i cinesi e gli africani.
  • Sì, il problema degli immigrati illegali cinesi che diventano lavoratori è un problema noto anche in Africa, e che crea anche problemi logistici e che emerge anche in Italia ed in Grecia. Questo è una parte dell'equazione, l'altra parte è che è assai difficile contare quanti cinesi illegali o meno ci sono all'estero. Per queste ragione il governo cinese, specie per assicurare la sicurezza dei cinesi in Africa, ha identificato la collaborazione con i servizi sindacali cinesi, questo ente è un investitore privato che collabora con la Cina e le autorità estere locali, intorno ai progetti internazionali cinesi all'estero.
Iniziamo a speculare sul futuro, in particolar modo sul futuro cinese in Africa: nazionalismo, eurofobia, forte domanda pubblica, infrastrutture cinesi e personale cinese in Africa. Come potrebbe reagire la Cina con una politica unilaterale in Africa come in Mozambico ecc... tanto che si potrebbe immaginare una trasformazione di queste teste di ponte in basi militari anche nel Gibuti. Come la pensano in Cina sulla necessità di basi militari all'estero oppure anche solo sulla necessità di avere accesso militare rapido in determinate aree in caso di crisi. E' una questione di unilateralismo oppure di cooperazione come quella avuta con la UE nella missione in Sudan, Mali. Oppure questi precedenti hanno creato il passaggio di "Tipping Point" per i quali in Cina ritengono che debbano esserci specialisti per queste crisi?! Oppure assisteremo in futuro a truppe paramilitari cinesi assoldate da Aziende cinesi per proteggere infrastrutture e personale cinese all'estero?! Oppure vedremo direttamente la PLA nelle sue varie branchie marina, aviazione, esercito, investire direttamente in Africa e poi proteggere direttamente le proprie basi all'estero?!
  • Il dibattito sulla necessità di basi militari cinesi all'estero è un dibattito che c'è, ma è ancora prematuro, incluso nel Gibuti, dove è stato lo Stato del Gibuti a proporre una base militare ai Cinesi e non i Cinesi che hanno chiesto una base militare nel Gibuti. Infatti la piccola flottiglia cinese è ancora al largo nel corno d'Africa e non si capisce cosa stia facendo, specie con il dittatore Aydeed. Per il momento la Cina è attenta a non inviare segnali sbagliati al mondo con la propria politica, così come nel libro "China's Strong Arm: Protecting Citizens and Assets Abroad" si è valutato che la politica cinese di non intervento nel mondo stia cambiando, essendo interpretato il principio di non interferenza in diverso modo. Servono crisi ed eventi "game changer" per far cambiare questa interpretazione in un ruolo attivo e persino unilaterale. Circa le società private e l'acquisto di servizi di sicurezza, la normativa cinese sull'uso di armi è molto restrittiva e solo i militari possono detenere armi per cui ne i privati o le società possono intraprendere tale tipo di business. Ci sono agenzie che offrono "body guard" ed esperti di arti marziali ma niente di più. C'è un dibattito su questi temi in Cina, ma per il momento è tutto surgelato.

Riguardo ai fattori "PUSH" su questi temi, che cosa dicono i Mass Media cinesi?!
  • Ci sono molti dibattiti nazionali che chiedono al governo di dare una risposta dura, durante le crisi straniere che coinvolgono i cinesi ed interessi cinesi all'estero. La questione è aperta specie per la situazione in Nepal, sicuramente questo è un tema che il popolo cinese è molto sensibile, l'elettorato cinese s'attende che il governo cinese sulla questione Nepal, faccia di più di quanto stia facendo. C'è anche la richiesta di scorta di navi militari cinesi in favore delle navi commerciali cinesi che transitano lungo il golfo di Aden che sono spesso a rischio dei pirati africani.
L'ispirazione del libro "China's Strong Arm: Protecting Citizens and Assets Abroad" nacque quando era in Pakistan, perchè non ci illustra come l'economia cinese filtra in Pakistan ed in Afganistan tramite il progetto della nuova via della Seta, dentro l'Asia?! Che cosa pensa che accadrà in quelle aree in futuro?!
  • Ci sarà un maggiore ingaggio cinese in quelle aree, anche a livello di sicurezza a causa degli investimenti che i cinesi stanno facendo in quell'area. In Pakistan una maggiore collaborazione tra pakistani ed autorità di sicurezza cinesi, per arginare i rischi di attacchi terroristici. Un grosso attacco terroristico in Pakstan metterebbe alla prova i rapporti tra Cina e Pakistan, ma non tanto da indurne un'evaquazione cinese. La questione rimane aperta circa il contesto dell'Afganistan che ha un governo fragile.
Come si considerano i cinesi all'estero?! Si sentono immigrati nel paese che gli ospita, oppure si sentono semplicemente cinesi che sono all'estero e per i quali in Cina dovranno organizzarne la protezione?! Davvero la Cina pensa di proteggere 2 MLN di cinesi che sono in Africa ed in Ghana potrebbero dare un pessimo esempio cinese appannando la reputazione cinese?! Il libro "China's Strong Arm: Protecting Citizens and Assets Abroad" mi piace perchè non si limita a parlare di Taiwan e del Mar Cinese, perchè sono le zone prospicienti alla Cina. Ma io vorrei aggiungere che nei prossimi 10 e 20 anni, la rincorsa per le risorse che sono in Africa, detoneranno nel golfo di Guinea?! Quindi i cinesi interverranno per proteggere i propri interessi all'estero?! Oppure crisi potrebbero detonare anche in Brasile, ossia in zone molto lontane dalla Cina?!. Guardiamo la mappa: oppure i cinesi diranno a se stessi, non supereremo l'Oceano Indiano?!
  • Oh! Cristo!, quindi la prima domanda è: i cinesi proteggeranno i cinesi in Africa?! C'è differenza tra il passaporto russo ed il passaporto cinese, anche se i russi pongono molta attenzione ai cittadini russi specialmente a quelli che sono in Ucraina. Se la Cina adotterà tali dottrine in futuro, i paesi dell'Est Europa sarebbero completamente disallineati. Nel 1965 ci furono scontri tra indonesiani e cinesi per sedare le rivolte cinesi, questi si che furono azioni violente contro i cinesi all'estero. Se questo accadessi nel SudEst Asia, allora sarebbe certamente una grossa crisi da fronteggiare. C'è un'ambiguità tra cinesi all'estero e personale cinese all'estero. Questo sarebbe uno scenario, ma se iniziamo a pensare in termini di scenari, allora ce ne sono molti altri di scenari a cui pensare. Riguardo alla seconda domanda: i cinesi proteggeranno anche le attività illegali cinesi svolte in Africa?! Ci sono storie interessanti in Africa da raccontare, quando il primo ministro cinese ebbe ad aprire le ambasciate cinesi non sono il Europa, ma specialmente in Africa, i cinesi ebbero a rimpatriare rapidamente i soggetti malavitosi. Quindi la risposta è sì, la PLA protegge tutti i cittadini cinesi dotati di passaporto. Riguardo alla terza domanda: grandi crisi a grande distanza dalla Cina: questa sarebbe una grande scommessa per la Cina, sopratutto in Angola dove ci sono oltre 200Mila cinesi, ma anche nell'Africa Occidentale potrebbero esserci oltre 100Mila nazionalisti cinesi sparsi, di certo un'evaquazione cinese dovrebbe essere fatta. Se i cinesi fossero intrappolati da gruppi ostili che bloccassero gli interessi cinesi, di certo sarebbe un grosso test per la politica cinese. Noi sappiamo le opzioni che la Cina ha in Africa: 1-invocare il problema al Consiglio di Sicurezza ed attendere una risposta all'ONU, come nel caso del Sud Sudan. 2-Progettare un'evaquazione cinese con la collaborazione degli stati regionali nell'area, necessitando di vie di accesso, ma se il perimetro di sicurezza fosse insicuro, i militari cinesi dovrebbero intervenire per permettere un'evaquazione sicura come parte di un'operazione militare internazionale sotto l'egida ONU e questa sarebbe la logica evoluzione dell'attuale politica. Ma se questa opzione fosse sterile, di certo 3-intervento unilaterale militare cinese.
Se ci fosse una questione tra USA ed Iran, potrebbe avere anche delle consequenze non volute con un legame tra Iran e Cina?! In Iran hanno già completato il tragitto della strada della Seta per la via dell'Afganistan. E' possibile un legame tra Cina e Pakistan?!
  • Il progetto bilaterale tra Cina e Pakistan è vecchio di 16 anni fà, è stato abbandonato perchè la sicurezza in Pakistan era precaria per i cinesi, esiste tuttavia la volontà pakistana di portare a termine il progetto. Esiste un interesse cinese ad aprire una via anche verso l'India anche se non ne sono pienamente certo di questo interesse. Di certo è interesse cinese sia rinforzare la sicurezza del Pakistan, quanto bypassare il Pakistan per non essere intrappolati.

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