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A Scientific Reticence a Threat to Humanity and Nature

 

Traduzione & sintesi in italiano, della conferenza gratuita in YouTube: A Scientific Reticence a Threat to Humanity and Nature (2017) alias La Reticenza Scientifica una Minaccia per l'Umanità e la Natura.

Una discussione su come l'esitazione tra gli scienziati nell'esprimere la gravità della situazione sul pianeta Terra dal punto di vista climatico, sia un blocco importante per la nostra comprensione e risposta ai cambiamenti climatici. 

La reticenza nasce dalla pressione politica, dal conservatorismo istituzionale, dalla oggettiva avversione alla polemica, ecc. Ma quando i dati e le conclusioni a cui conducono sono allarmanti, non è imperativo che l'allarme venga trasmesso pubblicamente?

Ecco un altro aspetto dell'apparente incapacità della società di valutare e rispondere in modo appropriato all'attuale immensa minaccia esistenziale del cambiamento climatico.

Intervengono nella discussione: dr. James Hansen (direttore NASA Goddard Institute for Space Studies e professore alla Columbia University), dr.ssa Pam Peterson (direttorice ICCI) e dr. Philip Duffy (direttore Woods Hole Research Center)

dr. James Hansen - [...] Nel 2007 ho iniziato a fare quattro chiacchere con i glaciologic che erano già a quel tempo molto preoccupati sulla presunta stabilità dei ghiacci polari, ma di tutto questo non c'era traccia nel Report IPCC che era stato formulato. Sappiamo che negli ultimi 11700 anni, le temperature medie sulla Terra sono stati sempre molto più basse, delle temperature medie attuali. Le temperature di oggi sono compatibili con il piccolo periodo Aemian quando il livello dei mari era più alto di +6 MT rispetto ad oggi. Per il momento le temperature medie sino ad ora sono cresciute linearmente perchè c'è stato sino ad oggi un bilancio energetico del pianeta, dovuto alla presenza di gas serra ed agli albedi polari. IPCC ha formulato il path +2.6°C che é assai comico perché é in contro-tendenza con gli attuali trend, rispetto a come é diventato e sta diventando il pianeta Terra. Il trend ipotizzato da IPCC non ha niente a che vedere con la realtà e con ciò che sta accadendo, la realtà sta spingendo verso un trend opposto e con un'accelerazione diversa e più elevata al riscaldamento. IPCC ha pensato che questo trend immaginario, potesse essere sostenuto dalla strategia di cattura dei gas serra, succhiando via la CO2 dall'atmosfera, ma il costo attuale per estrarre l'annuale eccesso di CO2 emessa in atmosfera ammonterebbe a $600 Miliardi oppure $1400 Miliardi per togliere le emissioni di CO2 di un solo anno. Giusto per fare un esempio di quanti soldi sono, il bilancio militare americano annuo é di appena $600 Miliardi in un anno!. Alla fine dovremmo dirlo chiaramente, siamo diretti e siamo vicini ad una situazione climatica fuori controllo. [...] Il protocollo di Kyoto avrebbe dovuto ridurre le emissioni di CO2, ma non é servito a nulla!. Questo scenario di IPCC del sentiero +2.6°C implica la riduzione del -3% per ogni anno, delle emissioni di CO2 ma tutto questo non sta accadendo. Finché i carburanti fossili rimarranno a basso costo, nessuno li abbandonerà. L'unico modo, sarebbe quello d'inglobare nel prezzo dei carburanti fossili il costo delle esternalità negative prodotte: inquinamento di aria, acqua, danni da cambiamento climatico ecc... Allora il mondo potrebbe muoversi verso maggiore efficienza energetica, energie verdi, energia nucleare, ma sinché il costo dei carburanti fossili non introiteranno i danni che causano, non ci sarà mai un loro abbandono anche in regime di scarsità.-

Quindi la reticenza degli scienziati é quella di non dire, che non s'incorpora parte dei danni prodotti dai carburanti fossili, nel loro prezzo?!

dr. James Hansen - Si!. Gli scienziati dovrebbero guardare i dati, spiegare i dati, la teoria é come risolvere il problema e la teoria che si risolverà il problema climatico senza un rialzo dei prezzi dei carburanti fossili é priva di logica-

Ci sono tweet di glaciologici, che sono allarmati dal rilascio di metano con positive feedback da Siberia ed Alaska.

dr.ssa Pam Peterson - Un incremento medio delle temperature del pianeta di +2°C implicherebbero per le regioni polari un delta temperatura d'incremento su quelle attuali in Estate di +9°F (+12.7°C) mentre +12°F (-11°C) in Inverno quindi vuol dire che nell'Estate polare le temperature effettive salirebbero di più, di quanto salirebbero in Inverno da dove si parte da una base più fredda. Le regioni artiche si stanno scaldando veramente molto velocemente, rispetto alla falsa percezione dei popoli della Terra che abitanto alle latitudini medie, dove gli incrementi sono percepiti meno. Questo fa si che lo scenario di Overshoot diventi più probabile ossia una crisi dei poli dell'Antartide, con un'inerzia termica che continuerebbe a crescere anche nel XXII° e XXIII°secolo, con gravi impatti sul Polo Sud quanto sull'acidificazione degli oceani che sarebbero accelerati dal rilascio di metano con positive feedback nelle regioni artiche.-

Perché ci dovemmo preoccupare di cosa accade nel XXII°secolo o XXIII°secolo, se siamo appena agli inizi del XXI°secolo?!

dr.ssa Pam Peterson - Perché a breve, saliranno il livello dei mari tra +2 MT e +3 MT e questi impatti li vedremo subito. Per scongelamento dei ghiacciai d'acqua dolce, espansione termica e scioglimento dellla Groenlandia. Solamente l'impatto dello scioglimento della Groenlandia produrrebbe altri +1.6°C d'incremento rapido delle temperature medie, da aggiungere all'attuale crescita. Ci vorrà cento anni alla Groenlandia per sciogliersi, ma il processo é iniziato, é irreversibile e non lo possiamo controllare ne rallentare ne bloccare, il processo di scongelamento continuerà sinché la Groenlandia non si sarà interamente scongelata. E pensare che poi potremmo ritornare a temperature medie della Terra che siano simili a quell'epoca pre-industriale é pura follia-

Ma se riusciamo a stare entro +1.6°C d'incremento medio della temperatura, é possibile tornare indietro a valori termici dell'epoca pre-industriale, oppure si aprono tipping points climatici che rederanno impossibile tornare indietro climaticamente?!

dr.ssa Pam Peterson - Dipende dalla capacità di rimuovere gas serra dalla CO2 in modo efficace, ed al momento non abbiamo idea di come poterlo fare, per riuscire ad essere efficaci per stabilizzare il clima, oltre al fatto che ammesso di sapere come fare, ci vorrebbe almeno $1400 Miliardi di dollari da spendere all'anno. Nel percorso IPCC si ha un assioma di fede che la tecnologia lo permetterà questa riduzione, ma non si ha attualmente idea di come farlo, oltre al fatto che il costo al momento sarebbe stratosferico e nessuno sta investendo sopra queste cose, per estrarre tecnica e tecnologia. -

dr. Philip Duffy - [...] Una delle reticenze degli scienziati che per adesso c'é, é quella di parlare dei trend e degli impatti del rilascio di metano e gas serra dalle regioni artiche, a causa di positive feedback per scongelamento. Tutte le stime degli scienziati sono sempre state molto prudenti e conservative, ma dalle misurazioni di emissione sono apparse tutte errate. Permafrost é roba nel suolo e sott'acqua, il 24% dell'aria del nord é permafrost, questa roba é stata surgelata da tantissimo tempo e contiene metano e gas serra che attualmente sono intrappolati nel ghiaccio che fa da tappo. Si stima una quantità di 1500 Gigatons di gas serra tra cui prevalentemente metano che é un gas più potente. Che per fare un confronto, 1500 Gigantos di gas serra sono 3 volte i gas serra che sono attualmente nell'atmosfera. Il permafrost si scongela, rilascia gas serra Co2+CH4 ossia Anidride Carbonia e Metano, i gas serra alzano le temperature ed il permafrost si scongela più rapidamente, é rilasciato altro gas serra che crea altro effetto serra e via così, de facto un processo che accelera e si autoalimenta una volta che é innescato e che si fermerà solo quando tutto si sarà scongelato. Questo processo non é controllabile dall'umanità, la reticenza scientifica é di non aver mai introdotto questo processo ed una sua dinamica e di non aver mai discusso questo problema negli incontri sul Climate Change. E' una roba da pazzi!, é questo c'é da dire Oh! mio Dio sono tutti pazzi!. Per questo c'è un'enorme reticenza degli scienziati che non vogliono fare previsioni sbagliate e quindi sono conservativi, ma i dati sono contrastanti ed il rischio é enorme!. Per cui i modelli Climatici hanno sempre omesso questo problema che non é contemplato nelle previsioni climatiche. Ma noi sappiamo che questa variabile non é mai stata modellizzata e quindi i sentieri IPCC difettano di non contemplare possibili impatti del processo di scioglimento del permafrost e del suo positive feedback. Per cui ci sono ottime ragioni per smettere al più presto di usare i carburanti fossili ed iniziare a rimuovere quanto prima gas serra dall'atmosfera -

Come si fa ad essere più allarmisti, per poter avere più considerazione dalla politica?!

dr. James Hansen - Gli scienziati sono già tutti allarmati, tutti i negoziatori sanno che c'è un problema, ma nessuno propone niente e nessuno ha idee e soluzioni che potrebbero attaccare il problema in modo efficace. Dobbiamo guardare il problema nel suo complesso. Era già tutto noto già da Kyoto, ma non é stato fatto niente. L'umanità necessita di energia e la estrae dai carburanti fossili, ogni nazione fa quello che é meglio per se stessa per cui si continua a bruciare carburanti fossili. L'unico modo per uscirne é inglobare nel prezzo dei carburanti fossili, le consequenze che l'utilizzo dei carburanti fossili implicano, in questo modo si potrà migrare altrove energeticamente. Ma non c'è modo, dal punto di vista politico di fare questo -

Domande e Risposte dal Pubblico

Come misurate le emissioni di gas serra CO2+CH4 dal pemafrost?!

dr. Philip Duffy - E' difficile ma lo facciamo, con aerei e satelliti. Non é facile perché l'artico é un posto difficile da raggiungere e da starci ed é difficile muoversi. Ci sono valori diversi in Estate ed in Inverno, però si sta cercando di creare sensori remoti, per potere integrare i dati dentro a dei modelli. -